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La gestione delle chiamate nei CAT: studio su 14.348 telefonate
Federico Parzianello
|
Genaral Manager Futura SI
17/06/2026
-
12 min di lettura
Quanto costa davvero non rispondere al telefono? I dati di un anno reale in un Centro Assistenza Tecnica
Nel settore dell'assistenza tecnica per impianti di riscaldamento e condizionamento, il telefono continua a essere uno dei principali punti di contatto tra azienda e cliente.
Richieste di intervento, segnalazioni di guasto, manutenzioni programmate, conferme di appuntamenti e richieste di informazioni passano ancora oggi, in larga parte, dal centralino.
Quando si parla di servizio clienti, però, molte aziende si concentrano su una domanda soltanto: quanto velocemente rispondiamo al telefono?
È una domanda importante, ma non sempre è quella più utile. In molti casi, la domanda più rilevante è un'altra: quante chiamate dei clienti non riusciamo a gestire?
Per rispondere a questa domanda abbiamo analizzato un anno di traffico telefonico di un Centro Assistenza Tecnica operante nel settore del riscaldamento.
L'obiettivo dello studio non era valutare le performance delle persone, ma comprendere come l'organizzazione del lavoro influisca sulla capacità dell'azienda di rispondere ai clienti.
I numeri chiave dello studio
14.348 chiamate analizzate in 12 mesi
1 chiamata su 5 non raggiunge mai un operatore (20,8%)
Tempo medio di risposta quando un operatore è disponibile: 7,3 secondi
Fascia più critica: pausa pranzo (operatori dimezzati da 4 a 2)
Chiamate outbound: oltre 25.000, gestite dagli stessi operatori che devono anche rispondere
Il contesto e il perimetro dello studio
L'azienda analizzata presenta caratteristiche molto comuni nel mondo dei Centri Assistenza Tecnica italiani: 4 operatori di ufficio impegnati sia nella gestione delle chiamate ricevute sia nelle chiamate effettuate verso i clienti, 11 tecnici operativi sul territorio, attività focalizzata sulla manutenzione e assistenza di impianti di riscaldamento invernale e trattamento acqua, orario di apertura dalle 7:30 alle 18:30 e riduzione del personale disponibile da 4 a 2 operatori nella fascia compresa tra le 12:00 e le 14:30.
L'analisi ha preso in considerazione 14.348 chiamate ricevute dai clienti nell'arco di 12 mesi e oltre 25.000 chiamate effettuate verso i clienti. Per ottenere una fotografia il più possibile rappresentativa dell'esperienza reale del cliente, sono state considerate esclusivamente le chiamate provenienti dall'esterno verso il centralino aziendale: chiamate gestite da un operatore, chiamate terminate in segreteria e chiamate rimaste senza risposta.
Sono state invece escluse le chiamate interne, le comunicazioni tra ufficio e tecnici, le chiamate ricevute direttamente dai tecnici operativi sul campo e le numerazioni anomale caratterizzate da un numero elevato di chiamate ripetute. Le chiamate terminate in segreteria sono state considerate come chiamate non gestite, poiché il cliente non è riuscito a interagire con una persona dell'azienda.
Come leggere i dati di questo studio
Chiamate inbound — le chiamate ricevute dai clienti.
Chiamate outbound — le chiamate effettuate dall'azienda verso i clienti.
SLA (Service Level Agreement) — in ambito telefonico indica la percentuale di chiamate a cui viene risposto entro un certo tempo. In questo studio il riferimento operativo è la risposta entro 20 secondi.
Chiamata non gestita — una chiamata che non riesce a raggiungere un operatore e termina in segreteria o senza risposta.
Tempo di risposta — il numero di secondi necessari per rispondere a una chiamata.
Velocità di risposta: il problema non è qui
Uno dei dati più interessanti emersi riguarda il tempo di risposta.
Le chiamate effettivamente gestite da un operatore presentano:
tempo medio di risposta: 7,3 secondi
il 50% delle chiamate riceve risposta entro 6 secondi
Questo significa che il problema non è la velocità. Quando un operatore è disponibile, il cliente riceve una risposta praticamente immediata.
Il punto critico, quindi, non è quanto velocemente il team risponde quando può farlo. Il punto critico è quante chiamate riescono effettivamente ad arrivare a un operatore.
Le chiamate sono distribuite durante tutto l'anno
Nel periodo analizzato sono state registrate 14.348 chiamate ricevute dai clienti.
| Mese | Chiamate ricevute | % sul totale |
|---|---|---|
| Gennaio | 1.412 | 9.8% |
| Febbraio | 1.365 | 9.5% |
| Marzo | 1.298 | 9.0% |
| Aprile | 884 | 6.2% |
| Maggio | 1.103 | 7.7% |
| Giugno | 1.009 | 7.0% |
| Luglio | 1.002 | 7.0% |
| Agosto | 473 | 3.3% |
| Settembre | 1.207 | 8.4% |
| Ottobre | 1.538 | 10.7% |
| Novembre | 1.595 | 11.1% |
| Dicembre | 1.462 | 10.2% |
| Totale | 14.348 | 100.0% |
Come prevedibile, i mesi autunnali e invernali presentano volumi più elevati, coerentemente con la stagionalità del settore riscaldamento.
Tuttavia il volume non scompare negli altri periodi dell'anno. Questo è un punto cruciale: la gestione delle chiamate non può essere affrontata solo come un problema stagionale. I picchi invernali esistono, ma il centralino continua a ricevere richieste anche nei mesi a minor volume. Per un Centro Assistenza Tecnica, quindi, la vera sfida non è soltanto potenziare la risposta nei momenti di massimo carico, ma garantire continuità di servizio durante tutto l'anno.
Il 20,8% delle chiamate non raggiunge un operatore
Applicando le percentuali mensili di chiamate non gestite al volume effettivo delle chiamate ricevute, emerge un dato molto significativo.
| Mese | Chiamate ricevute | Chiamate non gestite | % non gestite |
|---|---|---|---|
| Gennaio | 1.412 | 297 | 21.0% |
| Febbraio | 1.365 | 300 | 22.0% |
| Marzo | 1.298 | 328 | 25.3% |
| Aprile | 884 | 205 | 23.2% |
| Maggio | 1.103 | 201 | 18.2% |
| Giugno | 1.009 | 239 | 23.7% |
| Luglio | 1.002 | 248 | 24.8% |
| Agosto | 473 | 137 | 29.0% |
| Settembre | 1.207 | 239 | 19.8% |
| Ottobre | 1.538 | 297 | 19.3% |
| Novembre | 1.595 | 257 | 16.1% |
| Dicembre | 1.462 | 230 | 15.7% |
| Totale | 14.348 | 2.978 | 20.8% |
Complessivamente, 2.978 chiamate su 14.348 non riescono a parlare con un operatore.
Questo significa che, in media, circa il 20,8% delle chiamate ricevute - quindi più di una chiamata su cinque - termina senza una gestione diretta da parte del centralino.
È una criticità strutturale, non un episodio isolato.
Il problema non coincide solo con i picchi di traffico
Normalizzando la distribuzione delle chiamate per fascia oraria sul totale delle 14.348 chiamate, si ottiene il seguente quadro.
| Fascia oraria | Chiamate ricevute | % sul totale |
|---|---|---|
| 00-08 | 388 | 2.7% |
| 08-09 | 1.709 | 11.9% |
| 09-10 | 1.838 | 12.8% |
| 10-11 | 1.767 | 12.3% |
| 11-12 | 1.724 | 12.0% |
| 12-13 | 991 | 6.9% |
| 13-14 | 474 | 3.3% |
| 14-15 | 948 | 6.6% |
| 15-16 | 1.077 | 7.5% |
| 16-17 | 1.192 | 8.3% |
| 17-18 | 1.278 | 8.9% |
| 18-24 | 962 | 6.7% |
| Totale | 14.348 | 100.0% |
Le fasce mattutine concentrano il maggior volume di chiamate. Ma questo non significa automaticamente che siano le fasce più problematiche.
Le criticità più interessanti emergono quando il volume viene letto insieme alla disponibilità degli operatori.
Fascia pranzo: operatori dimezzati, chiamate invariate
Nel caso analizzato, tra le 12:00 e le 14:30 il numero di operatori disponibili passa da quattro a due.
Tra le 12:00 e le 15:00 il volume delle chiamate ricevute diminuisce rispetto alla mattina, ma non scompare:
12-13: 991 chiamate
13-14: 474 chiamate
14-15: 948 chiamate
Il fatto che il volume sia più basso può creare una falsa percezione: si potrebbe pensare che la fascia pranzo sia meno critica.
In realtà, proprio in quella fascia la capacità disponibile si riduce in modo significativo. Il problema non è solo quante chiamate arrivano. Il problema è quante persone sono disponibili per gestirle in quel momento.
Le chiamate in uscita sono una necessità operativa
A questo punto è facile arrivare a una conclusione sbagliata: basta dedicare più persone alle chiamate in ingresso.
Nella realtà di un Centro Assistenza Tecnica le cose sono più complesse.
Gli operatori non si limitano a rispondere al telefono. Ogni giorno devono anche:
programmare manutenzioni
confermare appuntamenti
coordinare gli interventi dei tecnici
contattare i clienti
recuperare informazioni mancanti
gestire pratiche amministrative
Nel periodo analizzato sono state registrate oltre 25.000 chiamate outbound, cioè chiamate effettuate dall'azienda verso i clienti.
| Fascia oraria | Chiamate outbound | % cliente raggiunto |
|---|---|---|
| 08-09 | 1.247 | 63.0% |
| 09-10 | 2.701 | 55.3% |
| 10-11 | 4.099 | 53.2% |
| 11-12 | 4.805 | 52.9% |
| 12-13 | 2.136 | 57.1% |
| 13-14 | 1.534 | 55.7% |
| 14-15 | 1.092 | 61.8% |
| 15-16 | 1.839 | 56.7% |
| 16-17 | 3.048 | 54.8% |
| 17-18 | 2.843 | 54.0% |
| Totale | 25.344 |
Per un Centro Assistenza Tecnica, riuscire a contattare un cliente significa fissare una manutenzione, confermare un appuntamento, organizzare meglio l'agenda dei tecnici e ridurre tempi morti e ripianificazioni.
Ma ogni operatore impegnato in outbound è, nello stesso momento, meno disponibile per rispondere alle chiamate inbound.
Il paradosso emerso dallo studio
A questo punto emerge una conclusione apparentemente contraddittoria.
Il personale:
risponde velocemente quando è disponibile
gestisce correttamente le richieste dei clienti
svolge attività outbound fondamentali
supporta i tecnici sul territorio
contribuisce alla pianificazione operativa
Eppure oltre una chiamata su cinque non riesce comunque a parlare con un operatore.
Perché?
Perché il problema non è la qualità del lavoro. Il problema è che le stesse persone devono svolgere contemporaneamente molte attività indispensabili.
Quando un operatore è impegnato a fissare una manutenzione, confermare un appuntamento oppure organizzare un intervento, non può contemporaneamente rispondere a una chiamata in ingresso.
Come garantire risposta continua senza aumentare il personale
I dati raccontano una cosa molto chiara: non basta essere veloci quando si riesce a rispondere.
Serve uno strumento che garantisca continuità di risposta anche quando il personale è impegnato, ridotto o momentaneamente non disponibile.
Cosa succede se non è possibile assumere nuovo personale, ma le chiamate continuano ad arrivare?
La risposta non è una questione di velocità. È una questione di continuità.
L'AI risponde sempre. L'operatore interviene quando serve.
Senza sostituire il team umano, un Agente AI garantisce una risposta immediata a ogni chiamata, gestendo in autonomia le richieste più semplici e non solo. L'intervento dell'operatore avviene solo quando necessario o quando espressamente richiesto dal cliente, ottimizzando tempi di risposta ed efficienza del servizio.
L'obiettivo non è automatizzare tutto. L'obiettivo è evitare che il cliente resti senza risposta proprio nei momenti in cui l'ufficio è impegnato in attività altrettanto importanti.
GaIA: l'Assistente AI per il Customer Service dei CAT
È qui che entra in gioco un Assistente AI come GaIA.
L'obiettivo non è sostituire gli operatori. L'obiettivo è garantire che ogni chiamata riceva sempre una prima risposta.
GaIA nasce per supportare aziende di assistenza tecnica, manutenzione e service che devono gestire contemporaneamente telefonate in ingresso, attività operative e coordinamento dei tecnici.
Può:
rispondere immediatamente alle chiamate
raccogliere le informazioni necessarie
gestire richieste frequenti
gestire più chiamate contemporaneamente
qualificare il cliente
fissare appuntamenti
trasferire la chiamata a un operatore quando necessario o quando richiesto dal cliente
garantire copertura anche fuori orario
L'aspetto più interessante è che un Assistente AI non è utile soltanto nei momenti di picco. Può risultare particolarmente utile:
durante la pausa pranzo
nei periodi di ferie
durante le attività outbound
in caso di assenze improvvise
nei giorni e negli orari di chiusura
quando l'azienda cresce e aumenta il numero di clienti e tecnici da gestire
Le chiamate non gestite generano un doppio costo: da un lato, i clienti esistenti cercano risposte su più canali, aumentando il carico dell'assistenza e il livello di frustrazione. Dall'altro, i potenziali clienti rischiano di rivolgersi alla concorrenza. Garantire sempre una prima risposta significa ridurre inefficienze operative e non perdere opportunità di vendita.
Scopri come GaIA gestisce le chiamate nei CAT
Conclusioni
Questo studio mostra come il problema principale di un Centro Assistenza Tecnica non sia il tempo di risposta.
Quando un operatore è disponibile, risponde in pochi secondi.
La vera criticità è garantire continuità di servizio nei momenti in cui il personale è impegnato, ridotto o assente.
In un'organizzazione che deve gestire clienti, tecnici, manutenzioni, appuntamenti e chiamate in uscita, il centralino non è solo un canale di comunicazione. È un punto critico del modello operativo.
Perché, alla fine, il cliente non percepisce quante attività stiano svolgendo gli operatori. Percepisce solo una cosa:
ha trovato qualcuno dall'altra parte del telefono oppure no.
Domande frequenti sulla gestione delle chiamate nei CAT tramite GaIA
Quante chiamate perde mediamente un CAT con 4 operatori?
Secondo un'analisi condotta su 14.348 chiamate reali, un CAT con 4 operatori perde in media il 20,8% delle chiamate inbound, circa 1 su 5. Il problema non riguarda la velocità degli operatori (che rispondono in media in 7,3 secondi quando disponibili), ma la loro capacità di coprire in contemporanea chiamate in ingresso e attività operative. Un assistente AI come GaIA di Futura SI garantisce una prima risposta a ogni chiamata, anche quando gli operatori sono occupati, riducendo strutturalmente le chiamate non gestite.
Un agente AI può gestire le chiamate al posto degli operatori in un CAT?
No e non è questo il suo scopo. Un agente AI come GaIA, sviluppato specificamente per i Centri Assistenza Tecnica, lavora in affiancamento agli operatori: risponde alle chiamate in ingresso quando il personale è impegnato in altre attività, in pausa o in coordinamento con i tecnici sul campo. GaIA raccoglie le informazioni del cliente, gestisce le richieste frequenti, pianifica manutenzioni tramite integrazione con Unico³ Portal e trasferisce la chiamata a un operatore umano quando necessario o quando il cliente lo richiede. Il modello è: l'AI risponde sempre, l'operatore interviene quando serve.
Perché un CAT non riesce a rispondere a tutte le chiamate anche con un team dedicato?
Perché gli stessi operatori che gestiscono le chiamate in ingresso devono anche effettuare oltre 25.000 chiamate outbound all'anno per pianificare manutenzioni, confermare appuntamenti e coordinare i tecnici. Quando un operatore è impegnato in outbound, non può rispondere in contemporanea a una chiamata inbound. È un limite strutturale, non di performance: la velocità di risposta è ottima (7,3 secondi in media), ma la copertura è discontinua. Abbiamo sviluppato GaIA per risolvere esattamente questo problema: un assistente AI che copre i momenti di indisponibilità degli operatori, garantendo continuità di servizio senza aumentare il personale.
Quanto costa a un CAT una chiamata senza risposta?
Una chiamata senza risposta non è solo un'opportunità persa: genera un doppio costo. Il primo è operativo, il cliente richiama, spesso più volte, aumentando il carico sul centralino già congestionato. Il secondo è commerciale: un cliente che non riesce a contattare il proprio CAT nei momenti critici (guasto, riscaldamento fermo, urgenza) valuta alternative. Il problema non si risolve assumendo personale: la discontinuità è strutturale, legata ai momenti in cui gli operatori sono impegnati in attività outbound o operative. GaIA, l'assistente AI di Futura SI, può intervenire esattamente in questi momenti, garantendo che ogni chiamata riceva sempre una prima risposta.
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